Walter Benjamin. La creatura, il sacro, le immagini

Traduzione di Maria Teresa Costa, Quaderni Quodlibet, 2014

Non pochi concetti cardinali del pensiero europeo – fra cui quelli di vita, di uomo e di giustizia – discendono dalla tradizione biblica. Il riconoscimento di questo dato di fatto culturale da parte di Walter Benjamin è il cuore del presente libro, nel quale Sigrid Weigel indaga in modo esaustivo soprattutto le conseguenze che tale profonda convinzione ha avuto sulla formazione del pensiero benjaminiano e sul suo specifico declinarsi nei diversi piani della teologia, della letteratura e dell’estetica, fino alla cruciale dimensione teorica della traduzione.

L’attenta ricostruzione di questo sfondo, condotta con puntualità filologica, non è però il solo obiettivo del libro di Sigrid Weigel. Il suo maggior contributo innovativo consiste, infatti, nella capacità di far emergere, da questa analisi, una configurazione concettuale destinata a incidere in modo decisivo su tutta l’opera di Benjamin, il cui nocciolo va individuato nella distinzione tra mondo della creazione e mondo della storia. Su queste premesse, il pensiero di Benjamin può essere coerentemente ripercorso e interpretato come pensiero «post-biblico», mosso da una consapevolezza non-confessionale della lingua biblica, dell’ordine sacro e dell’idea di redenzione.

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